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Ultimo aggiornamento 09/04/2024 ore 10:13:28

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Gestione del territorio: non più rinviabile il riordino dell'assetto montano
 Postato da admin il 20-09-2012 14:09:01
Le problematiche del territorio provinciale sono figlie di situazioni di ben più ampia dimensione. Comune denominatore di tale disagio è l’inadeguatezza della politica, che si rende conto, ormai a ”buoi fuggiti”, di non aver operato sempre all’altezza, tentando molto spesso di nascondere sotto lo zerbino della ”congiuntura” l’incapacità e l’indolenza nel governare.

Anche a livello locale ciò può essere riscontrato da vari esempi di amministrazione da parte del soggetto pubblico (vedi il caso “Bim”), ove la salvezza dal fallimento può arrivare solo attraverso il ripianamento delle perdite da parte del contribuente, lo stesso contribuente che a suo tempo era stato lusingato da miraggi di sviluppo del territorio attraverso la gestione da parte degli amministratori comunali delle risorse pubbliche.

Il vero problema della gestione del riordino dell’assetto istituzionale montano sta ancora una volta nella capacità di definire il ruolo che l’amministrazione pubblica debba ricoprire. È indubbia l’indispensabilità, per la montagna, di ognuna delle istituzioni presenti: comuni, comunità montane e provincie. È necessario però che gli stessi enti siano in grado di proporsi con un ruolo chiaro, rispondendo ai cittadini e alle attività d’impresa che lo costituiscono (che nel nostro caso specifico coincidono al 70%) tutelandone con azioni concrete l’esistenza. Ciò non è accaduto nella difesa del manifatturiero, quando era necessario prendere una posizione chiara nei confronti della salvaguardia del "Made in italy". Ciò non accade oggi nell’ambito del turismo, ove non si è in grado di proporre e sostenere un progetto di rilancio del territorio, ma piuttosto, senza averne una visione chiara, si gestiscono attraverso il miraggio dei fondi europei, attività spesso dissonanti tra di loro, imputando al comparto privato gli insuccessi di tale politica, senza tener conto che senza le imprese, non esiste motivo di sviluppo.

E’ dunque il momento di fare chiarezza su queste posizioni. Solo in questo modo tali istituzioni saranno al sicuro da ogni ipotesi di riorganizzazione e cancellazione, perché potranno dimostrare, con il sostegno di tutti, che la loro esistenza sia utile, come effettivamente è, quando le cose funzionano.

È poi fondamentale abbandonare l’idea che i politici locali possano ricoprire il ruolo di tecnici all’interno dei soggetti deputati alla governance economica del territorio ove non esista la responsabilità contrattuale sulle perdite generate. I cittadini si aspettano da coloro che hanno eletto solo che gli stessi li tutelino nelle sedi ove prendono campo le scelte relative al territorio.





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