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Ultimo aggiornamento 20/06/2024 ore 16:36:58

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Elenco aziende deleganti Confcommercio a pubblicizzare i vantaggi economici di natura pubblica ricevuti
 Postato da admin il 17-12-2021 11:47:06

Clicca qui per accedere all'elenco.

 


Ricordiamo a tutti gli Associati che, nell’ambito del decreto “Crescita” (L. 28 giugno 2019 n. 58) il Legislatore ha rivisto la disciplina dell’obbligo di pubblicità previsto per i soggetti che percepiscono “vantaggi economici” di natura pubblica, introdotta dalla legge annuale della concorrenza per il 2017.
 
A partire dall’esercizio finanziario 2018 è stato introdotto quindi un obbligo informativo, da adempiere entro il 30 giugno di ogni anno, a carico di associazioni e imprese in ordine a “sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, ricevuti, nell’esercizio finanziario precedente” da parte di ogni amministrazione pubblica (statale o territoriale), compresi, tra gli altri, le Camere di commercio e gli Enti pubblici non economici (cfr. art. 1, comma 2, D.Lgs n. 165/2001 e art. 2-bis D.Lgs n. 33/2013) che CUMULATIVAMENTE SUPERANO LA SOGLIA DI 10 MILA EURO.
 
In sede di conversione in legge del D.L. n. 52/2021, c.d. “Riaperture” è stato approvato un emendamento che proroga al 1 gennaio 2022 il termine di decorrenza delle sanzioni per l’anno 2021 relative all’inosservanza degli obblighi di trasparenza in ordine alle erogazioni pubbliche ricevute da Associazioni e imprese di cui all’art. 1, commi da 125 a 129 della Legge n. 124/2017.

Nel corso del 2020 sono stati erogati, sotto diverse forme, dallo Stato, dalle Agenzie fiscali, dalle Regioni, dalla Camera di Commercio e dai Comuni contributi a fondo perduto, garanzie a copertura di mutui, crediti d’imposta ed altro ancora. Tali aiuti sono stati ricompresi in buona parte nell’ambito del “Temporary Framework” europeo (ossia un "quadro temporaneo” per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato). Tali misure sono considerate comunque Aiuti di stato e la Commissione ha confermato che gli stessi sono soggetti alla trasparenza con la necessaria pubblicazione nel registro Nazionale degli Aiuti di Stato.

COME DICHIARARE I CONTRIBUTI RICEVUTI
Per i soggetti tenuti alla redazione del bilancio in forma ordinaria (esempio società di capitali) l’obbligo di “pubblicizzare” viene assolto in nota integrativa.
Le altre imprese hanno l’obbligo di pubblicare gli importi e le informazioni relative ai benefici ricevuti sui propri siti internet, secondo modalità liberamente accessibili al pubblico, entro il 30 giugno di ogni anno.
Nella sola ipotesi in cui l’impresa non sia tenuta alla redazione del bilancio in forma ordinaria e sia priva di sito internet la pubblicazione può avvenire sui portali digitali delle associazioni di categoria di appartenenza.

COSA DICHIARARE
Per ogni aiuto, sovvenzione o contributo devono essere indicati:
• Denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente;
• Denominazione del soggetto erogante;
• Somma incassata o valore del vantaggio fruito;
• Data di incasso;
• Causale ovvero una breve descrizione del contributo ricevuto (es. Decreto Legge 19/05/2020, Fondo Garanzia PMI, DL 28 ottobre 2020….).
Le imprese che hanno ricevuto aiuti di Stato e aiuti de Minimis, già contenuti nel “Registro nazionale degli aiuti di Stato”, possono adempiere agli obblighi pubblicitari previsti dalla norma, semplicemente indicando l’esistenza di tali aiuti, senza il bisogno di fornire informazioni dettagliate. (es. "la società xxx, con codice fiscale yyy, ha ricevuto nel corso del 2020 aiuti di stato pubblicati sul RNA - sezione Trasparenza").
Le      aziende      possono     verificare con il proprio consulente fiscale, al seguente link se gli aiuti già presenti nel Registro Nazionale Aiuti di Stato (è necessario inserire il proprio codice fiscale ed avviare la modalità di ricerca) rappresentano esaustivamente quelli realmente incassati nel 2020.

SANZIONI
In caso di inosservanza degli obblighi di trasparenza è prevista una sanzione amministrativa pari all'1% degli importi ricevuti, con un importo minimo di 2.000 euro, e la sanzione accessoria dell’adempimento della pubblicazione. Decorsi 90 giorni dalla contestazione senza che il trasgressore abbia ottemperato agli obblighi di pubblicazione e al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria, si applica la sanzione della restituzione integrale del beneficio ai soggetti eroganti.
L’applicabilità delle sanzioni, allo stato attuale, decorre dal 1° gennaio 2022.

Confcommercio Belluno rimane a disposizione per chiarimenti e supporto agli Associati. 






  Obbligopubblicitàeerogazionipubbliche-Anno2020.pdf   
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